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DOSSIER - Il pianeta della comunicazione
Scritto da Giorgio Gibertini   

d_1L'EDITORIA

In una fase di forte crisi nella vendita dei libri, l’editoria cattolica fa segnare un consistente incremento di lettori: più 350.000 negli anni che vanno dal 2000 al 2007. Secondo il Rapporto sul mercato dell’editoria cattolica e della libreria religiosa sta cambiando il pubblico dei lettori: aumentano i giovani,

mentre scende il numero del clero e dei religiosi. Del fenomeno se ne sono accorti anche gli editori laici che stanno cercando di strappare titoli e autori all’editoria cattolica. Il rapporto in questione registra un aumento del 13,8% nella domanda di lettura di libri su tematiche “religiose”.

Sono quasi 500 le case editrici oggi attive nel segmento religioso. Tra editori religiosi (cattolici e non) e laici nel 2008 erano 483 le case editrici che avevano in catalogo almeno un titolo di argomento religioso. Di queste, 209 sono editori di varia “laici”, e 274 quelli propriamente religiosi. Delle 274 editrici del segmento religioso 32 sono riconducibili a religioni e filosofie orientali, evangelici, islam, ebraismo. L’editoria cattolica esprime il 9% degli addetti delle case editrici italiane.

Nel 2008, gli editori cattolici hanno pubblicato 2.717 titoli, il 66% dei titoli religiosi. La parte restante della produzione è stata realizzata da case editrici religiose, ma appartenenti ad altre fedi (345 titoli; l’8,4%), e soprattutto da case editrici “laiche” (1.038 titoli; 25,3%).

Per quanto riguarda il tipo di titoli non ci sono solo titoli di catechesi (8,3% di titoli), devozionali (9,1%), ma anche libri per bambini (2,7%), scolastici (10,2%) e un 55,7% di “altro”, in cui confluiscono microsegmenti che vanno dal dialogo interreligioso, alla bioetica, alle scienze bibliche, alla saggistica in generale, all’arte, alla storia della Chiesa o delle religioni, ai problemi della famiglia, ecc.

Il mercato dell’editoria cattolica (2008) vale - a prezzo di copertina - 235,3 milioni di euro, un valore che rappresenta il 9,5% del mercato italiano del libro venduto nei canali trade (libreria, grande distribuzione, Internet, edicola, fiere e saloni).  (da: www.zenit.org 14 ottobre 2009)

 

d_4Intervista al Prof. Giovanni Zenone, direttore della casa editrice Fede & Cultura

 

IL LIBRO: STRUMENTO DI EVENGELIZZAZIONE

 

1. Sei un professore di Religione. Un bel giorno hai deciso di osare e rischiare tutto, o tanto, in una casa editrice per soli autori cattolici, perché? Passione o missione? Come sta andando l’avventura?

Lo scopo di tutto è la missione di difendere e diffondere la fede cattolica. Tutto è nato dal mio rapporto di collaborazione con il mensile di apologetica cattolica “Il Timone” per il quale scrivevo. Ci si trovava spesso, fra giovani collaboratori, accanto a personaggi del calibro di Vittorio Messori o Rino Cammilleri. Loro erano autori già arrivati, noi eravamo giovani con tanta difficoltà a farci conoscere. Mi venne allora il sogno folle e impensabile di fare una casa editrice che facesse, con libri, quello che faceva “Il Timone” come mensile: difendere e diffondere della vera fede cattolica, della revisione storica che avesse come criterio la verità. Dando largo spazio ai giovani bravi e promettenti, come avevamo la presunzione di essere.

Costituimmo allora una piccola realtà con un sacerdote veronese – don Ferdinando Rancan –, la battagliera Patrizia Stella e un piccolo gruppo di amici. Il primo libro, di don Ferdinando stesso, era una vita di Cristo con un taglio fortemente spirituale e contemplativo e ci anticipò lui tutte le spese. In capo a tre mesi avevamo in cassa tre volte quello che avevamo speso! Restituimmo il debito e facemmo altri tre libri, uno dei quali, Il codice svelato di Marco Fasol, vendette ventimila copie. Era una difesa della storicità dei Vangeli contro le assurde accuse del Codice da Vinci di Dan Brown. Da allora è sempre stato un crescendo, fatto come apostolato e volontariato, fino al momento in cui, tre anni fa, abbiamo avuto la necessità di crescere e assumere dipendenti perché fare quattro titoli al mese è ormai un’attività troppo intensa per essere lasciata al semplice volontariato.

 

  d_22. Fede & Cultura è il nome ma anche il programma della casa editrice?

È il nome che è un destino. Il nostro scopo è quello di coniugare quello che il mondo divide, cioè la Fede e la Cultura. La seconda scaturisce dal culto, il quale è espressione della fede. La società che rinnega la fede cade inevitabilmente nella perdita della cultura, della civiltà e quindi della stessa umanità. Ridare a Cristo il posto che Gli spetta, – cioè il primo – anche nella cultura, è quindi un atto non solo di capitale importanza religiosa, ma anche civile.

Il nostro marchio è la rappresentazione medievale della Merkabàh, la visione del profeta Ezechiele ripresa poi nel Nuovo Testamento che rappresenta in un unico essere i quattro Evangelisti. In Ezechiele si dice che la Merkabàh si muove in tutte le direzioni senza mai lasciare il posto in cui è: una ottima rappresentazione dell’evangelizzazione culturale!

   

3. Come scegli i tuoi autori o come e perché loro scelgono la tua casa editrice?

All’inizio eravamo noi di Fede & Cultura a cercare autori, e il criterio era la fedeltà alla Chiesa, in particolare al Papa e alla Sacra Tradizione. Fra i primi entusiasti c’è stato Francesco Agnoli, col quale abbiamo pubblicato almeno cinque titoli di successo. Poi ci hanno conosciuto sempre più in tutta Italia e all’estero e ora sono gli autori stessi che ci chiedono di pubblicare con noi.

Fra i nostri “cavalli di battaglia” voglio ricordare Massimo Introvigne, Angela Pellicciari, Fabio Trevisan, Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro, il Card. Giuseppe Siri, Mons. Brunero Gherardini, Padre Giovanni Cavalcoli e il presto beato Padre Tomas Tyn. Fede & Cultura è ormai un marchio di cattolicità certa e integrale, senza sbavature.

   

4. Nel sito si parla anche di Apostolato culturale: che cosa s’intende?

L’Apostolato culturale è quello che uno dei nostri ispiratori e protettori – il Beato Antonio Rosmini – chiamava la Carità intellettuale. Consiste nell’aiutare led_3 persone a non farsi incantare dalle sirene culturali del mondo: evoluzionismo, eugenetica, pacifismo, comunismo/marxismo, ecologismo, autonomismo, etc... Per seguire invece la verità, che noi sappiamo avere sempre un legame stretto con Cristo Via-Verità-Vita.

Solo se si rimane uniti sempre a Lui, unico Salvatore del mondo, anche le arti e le scienze diventano uno strumento in favore dell’uomo e non – come spesso avviene ora – uno strumento per dominare e schiacciare l’uomo e infine precipitarlo nel dolore e nella disperazione. Oltre a pubblicare libri organizziamo quindi eventi come concerti, conferenze, dibattiti, opere teatrali, dvd ecc.. Abbiamo partecipato alla grande marcia per la vita in gennaio a Washington e non smettiamo di cogliere occasioni per far conoscere la Buona Stampa e l’amore alla Chiesa.

   

5. Don Orione in più occasioni non mancò di dare indicazioni sui testi da leggere, avendo sempre ben presente a chi questi fossero destinati: “Che a tavola come in camerata si faccia un po’ di lettura. La lettura a tavola deve essere di libri non voluminosi e non direttamente di pietà; ma non sciocchi non aridi di Dio, tutt’altro”. Che sensazioni prova un giovane coraggioso editore cattolico come te a leggere questa attenzione di San Luigi Orione verso l’editoria?

Mi sembra che stia parlando personalmente a me! Mi emoziona davvero, perché è esattamente quello che stiamo facendo. Pubblichiamo soprattutto piccoli libri, facili da leggere, divulgativi ed economici. Non cose per specialisti, ma soprattutto per persone normali che amano Gesù, la Chiesa e il Papa e ricercano quella verità che la grande stampa nasconde. Pubblichiamo libri devoti ma anche di storia, di cultura, di letteratura: tutti con lo scopo di edificare un mondo come piace a Dio. Ora la Provvidenza ci ha dato anche la possibilità di aprire la prima Libreria Fede & Cultura, proprio a Verona, che spero possa essere la prima di una grande catena, se troveremo tanti amici che vorranno cimentarsi nell’avventura.

 

 

 

DON ORIONE E I LIBRI

 

  Libri rari

Don Orione fu intenditore ed estimatore di libri rari. Nel febbraio del 1921 confida a don Risi: “Ho un Dante del Landino, edito a Venezia il 3 marzo 1491, un incunabolo, conservato in modo meraviglioso, con figure ad ogni canto. Il can. Legè mi dice che è preziosissimo”.

Circa due anni dopo, sempre in merito allo stesso argomento, scrive ad Arzani: “Sa che porterò a Tortona - e al Dante – un Dante del Landino, incunabolo del 1491, con silografie, rarissimo, tanto che il Governo vorrebbe acquistarlo e m’ha posto il veto di venderlo? Non ce ne sono che cinque copie in Italia”.

Ma quali erano i libri preferiti da Don Orione? La risposta la troviamo in una minuta nella quale egli scrive: “Insegnaci a pregare, o Santa Madre nostra! La Chiesa - in risposta a questa domanda - metterà nelle nostre mani dei libri un po’ severi ma bellissimi: il Messale, il Breviario, il Rituale ... libri che ci fanno pregare come prega il Sacerdote e che ci insegneranno a capire quello che fa il Sacerdote”.

 

  Il ricordo ai piedi delle  Ande

Don Orione da Santiago del Cile nel 1936, rammenta in una lettera indirizzata a don Sterpi: “E quando, ragazzo, piangevo alla lettura del noto racconto del De Amicis, Dagli Appennini alle Ande, avrei mai pensato che, non solo sarei giunto a Mendoza, ai piedi delle Ande, ma, col divino aiuto, le avrei sorpassate a volo, confortato e sorretto dalla carità del Signore di Gesù Cristo per la Gloria del Signore e la salvezza delle anime?”

 

  Conciliare vacanza e studio

Da una minuta, senza data, veniamo a conoscenza dell’attenzione con la quale Don Orione spronava alla lettura ma al contempo calibrava le giornate e la preparazione dei ragazzi. “E il buon senso? Ci sentiamo il dovere di denunciare dei lettori del Tortonese della cittadinanza, e specialmente delle molte famiglie che hanno figli iscritti alle nostre Tecniche su d’un fatto abbastanza spiacevole a cui converrà si provveda tosto da chi deve, perché nelle famiglie non si abbiano più tardi delle sorprese dolorose quando non si sarà più a tempo. Gli alunni delle Tecniche hanno per Natale cinque giorni di vacanza: Ora ecco il criterio che mostra uno dei Sig.ri Professori nell’assegnare ai suoi alunni di 3 Tecnica il lavoro per questi cinque giorni. I primi sei Canti dell’Inferno di Dante da commentare (!): Da riassumere: il primo e parte del secondo della Storia del Flamini: (un lungo tratto della) Storia del Coco: “La rivoluzione francese dello Zini – “Arrigo di Lussemburgo in Italia” del Colletta: “La battaglia di Marengo”; del Secchi “I ghiacciai” di Temistocle Gradi “Il disertore”; più il riassunto dell’intero libro letto nel trimestre: più a memoria i due primi Canti della Divina Commedia e dei Precetti del Maffioli (trattato che non fu ancora aperto in classe) ecc. Più la stilistica, dello stile in generale: prosa e poesia: nozioni di metrica: del verso (definizioni e generi vari del verso, della strofa ecc.). E tutto questo in cinque giorni di vacanza. Basta!”

 

   Guidare gli alunni nelle letture

“Consigliandoti questi libri, - scrive Don Orione e Don Piccinini, all’epoca direttore dell’Istituto San Filippo Neri - ti pongo innanzi libri facili e adatti al palato e allo stomaco di codesti nostri di V, ma non è che io approvi o possa approvare tutti i sentimenti, le idee, i principi che possono essere esposti o sottilmente diffusi in essi libri, no, mai! In molti c’è del naturalismo, in altri qua e là vi sono principi non sicuri: ciò dico perché tu ne prevenga gli alunni tuoi”.